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Atelier di pelle su misura a Firenze: come funziona davvero

Su misura è una parola usata molto. Spesso male. In questo testo proviamo a spiegare cosa accade davvero quando un cliente entra in bottega e ordina una giacca, una borsa o un paio di guanti costruiti sulla sua persona.

Marco Riva al banco di lavoro nell'atelier di Via del Proconsolo, Firenze, mentre cuce a mano una giacca in pelle su misura

Su misura è una parola usata molto. Spesso male. In questo testo proviamo a spiegare cosa accade davvero quando un cliente entra in bottega e ordina una giacca, una borsa o un paio di guanti costruiti sulla sua persona.

Lavoriamo la pelle a Firenze da tre generazioni. Mio nonno apriva la bottega nel dopoguerra. Mio padre l'ha portata avanti. Io continuo, con le stesse mani e gli stessi attrezzi.

Cos'è il vero su misura

Su misura non significa scegliere il colore di una giacca pronta. Non significa stringerla in vita o accorciare le maniche. Quello è pret-a-porter modificato. Lo fanno in molti.

Su misura, per noi, significa partire da zero. Dal cartamodello, costruito sulle misure prese in bottega. Dalla pelle, scelta insieme al cliente. Dalla cucitura, fatta a mano dove serve. Ogni capo nasce per una persona sola. Se quella persona non torna, il capo non esiste.

La differenza si vede al primo indosso. Le spalle cadono dove devono. La manica gira sul braccio senza tirare. La pelle segue il corpo, non lo combatte. Una giacca Modello Firenze costruita così dura trent'anni e si invecchia bene. Una giacca pronta modificata dura cinque stagioni.

I quattro passi: misure, pelle, prova, consegna

Il processo è sempre lo stesso. Cambia il prodotto, non il metodo.

Primo passo: misure

Il cliente entra in bottega in Via del Proconsolo 5r. Prendiamo 18 misure per una giacca. 7 per una borsa con manici personalizzati. 12 per un paio di guanti. Le misure le prendiamo noi, mai il cliente da casa. La mano sa cose che il metro non vede.

In questa fase si parla anche del progetto. A cosa serve il capo. Come si vestirà chi lo indossa. Dove sarà usato. Una giacca da viaggio non è una giacca da città. Una borsa per documenti non è una borsa da weekend.

Secondo passo: pelle

Sul tavolo della bottega mostriamo le pelli. Non un campionario, le pelli vere, intere. Il cliente le tocca, le piega, le annusa. Concia toscana, concia italiana, concia francese. Ognuna con il suo carattere.

Insieme si sceglie. Il pieno fiore liscio per chi vuole un capo sobrio. La pelle martellata per chi cerca carattere. Il vitello francese per i colori più vivi. La scelta della pelle decide metà del risultato.

Terzo passo: prova

Dopo tre-quattro settimane chiamiamo il cliente per la prova. Il capo è cucito in toile, una tela che simula la pelle. Si indossa, si guarda allo specchio, si segna con il gesso quello che non torna. Spalla un dito più stretta. Manica un centimetro più corta. Tasca da spostare.

Per le borse non c'è prova in toile, ma c'è una verifica intermedia. Il telaio cucito senza fodera. Si controlla la portata, il peso, l'equilibrio sulla spalla.

Quarto passo: consegna

Quando il capo è finito, il cliente torna in bottega. Lo indossa davanti a noi. Camminiamo insieme, controlliamo i movimenti, sentiamo se la pelle parla giusto. Se qualcosa non va, si torna al banco. Non consegniamo capi che non convincono noi per primi.

Quanto tempo serve davvero

Dieci settimane per una giacca da uomo. Otto per una giacca donna. Sei per una borsa intrecciata a mano. Tre per una cintura in pieno fiore. Due per una piccola pelletteria, un portafoglio o un porta carte.

Sono tempi onesti. Chi promette una giacca su misura in tre settimane sta vendendo altro. La cucitura a mano richiede ore. La pelle deve riposare tra una fase e l'altra. Il cartamodello, se è il primo, va costruito da zero e poi corretto dopo la prova.

Dalla seconda commissione i tempi si accorciano. Il cartamodello esiste già, le misure sono nostre, la pelle si sceglie più in fretta. Un cliente che ha già una giacca con noi può averne una seconda in sette settimane.

La pelle: prime scelte e perché contano

Usiamo solo pelli di prima scelta. Significa due cose. Primo, lo strato superiore della pelle, quello che mantiene il fiore originale. Secondo, capi senza difetti, senza marchi, senza zone deboli.

La pelle pieno fiore non è levigata in superficie per nascondere imperfezioni. Quello che si vede è la pelle vera. Si invecchia, prende il colore della mano di chi la usa, racconta la storia di chi la indossa. Una pelle corretta in superficie, dopo un anno, non ha più niente da raccontare.

Le concerie con cui lavoriamo sono tre. Una in Toscana, a Santa Croce sull'Arno, per il vegetale. Una a Milano per i bottalati morbidi. Una in Francia, in Aquitania, per i vitelli di colore. Tutte e tre ci conoscono da decenni. Le pelli arrivano in bottega selezionate, mai a stock.

Per chi è (e per chi non lo è)

L'atelier pelletteria Firenze non è per tutti. Lo diciamo subito al cliente che entra per la prima volta. Risparmiamo tempo a noi e a lui.

Funziona per chi cerca un capo che duri vent'anni. Per chi ha una postura particolare, una spalla più alta dell'altra, un torace ampio o stretto, dove il pronto non veste mai bene. Per chi ha un'idea precisa di colore o lavorazione e non la trova in negozio. Per chi compra meno ma compra meglio.

Non funziona per chi vuole una pelle di moda da una stagione. Per chi misura un capo dal cartellino del prezzo. Per chi ha fretta. Per chi non sa cosa cerca e vuole essere convinto. Su misura è una scelta che parte dal cliente, non da noi.

Cosa cambia tra Modello Firenze e giacca donna

Il Modello Firenze è la giacca uomo della casa. Spalla pulita, due spacchi posteriori, tre tasche, lunghezza al bacino. Si costruisce in nappa di agnello o in vitello morbido. Vive sotto a un cappotto d'inverno e da sola in mezza stagione. La giacca in pelle su misura più richiesta in bottega.

La giacca donna è un capitolo a parte. Non è una versione ridotta del Modello Firenze. Si costruisce sulla figura, segue il punto vita, prevede dardi che la giacca uomo non ha. La pelle si sceglie più sottile, spesso vitello francese, perché deve cadere e non irrigidire la linea. Cambia il cartamodello, cambia il numero di misure, cambia la prova.

Per questo non parliamo mai di unisex in pelle. La pelle non perdona scorciatoie. Costruire una giacca donna a partire da un cartamodello uomo significa fare una giacca che cade male. Lo sappiamo perché ci abbiamo provato negli anni Settanta e abbiamo smesso.

Se questo metodo di lavoro corrisponde a quello che cerca, ci trova in Via del Proconsolo 5r, a Firenze, dal lunedì al sabato. Possiamo iniziare con una visita in bottega, una chiacchierata sul progetto, oppure una videocall di trenta minuti se vive lontano. Da lì si capisce se vale la pena partire.

Domande frequenti

Quanto costa una giacca su misura in pelle?

Una giacca uomo Modello Firenze parte da 3.200 euro in nappa di agnello. Una giacca donna parte da 2.900 euro in vitello francese. Il prezzo varia con la pelle scelta e con le lavorazioni richieste. Diamo sempre un preventivo scritto dopo la prima prova.

Posso commissionare da fuori Firenze senza venire in bottega?

Per il primo capo serve la presenza in bottega. Le misure le prendiamo noi. Per le commissioni successive si lavora a distanza, con prove in videocall e spedizione dei capi intermedi.

Riparate giacche e borse che non avete fatto voi?

Sì, se la lavorazione lo permette. Sostituiamo fodere, cuciamo cinghie, rinforziamo manici. Non rifacciamo capi industriali. Una pelle incollata e termosaldata, dopo cinque anni, non si recupera.

Quali concerie usate?

Tre concerie storiche. Una toscana per il vegetale di Santa Croce sull'Arno. Una italiana per i bottalati morbidi. Una francese in Aquitania per i vitelli di colore. Tutte certificate, tutte tracciate.

Le borse intrecciate sono fatte a mano?

Sì. Ogni intreccio richiede tra le 18 e le 40 ore di lavoro, secondo il modello. Tagliamo le fettucce a mano, le intrecciamo a telaio, le rifiniamo a mano. Non usiamo macchine intrecciatrici.